Bianco che più bianco non si può

E di pochi giorni or sono la notizia che da TikTok è stato rimosso un video in cui una ragazza sbiancava i suoi denti con uno smacchiatore per superfici, smacchiatore a base di formaldeide, prodotto pericoloso e potenzialmente cancerogeno. Se invece curiosate su youtube trovate tutorial in cui si consiglia il mix  limone e bicarbonato per raggiungere l’agognato biancore.

ORRORE!! E’ come se faceste i colpi di sole con la varerchina!

In questo breve video vediamo di fare un po’ di luce sullo sbiancamento e su come preservare la salute dentale.

Buona visione!

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Cosa sappiamo della carie?

Che cosa sappiamo veramente della carie?

Quali sono i fattori che più ci espongono alla carie?

In questo breve video provo a fare un po’ di chiarezza.

Se pensi che possa aiutarti contattami!

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La gengiva sanguina? il dente balla?

La gengiva sanguina, capita! E’ un po’ di irritazione, passerà!
Il dente dondola un po’, succede!
Ti racconto in un breve video cosa provoca questi sintomi
Pensi che ti potrei essere d’aiuto?
Contattami se vuoi approfondire il tema.
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Mi presento.

Sono Claudio Modena e in questo breve video mi presento e condivido la mia mission che è quella di salvare i denti naturali e prendermi cura del tuo sorriso.

Buona visione

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PAZIENTI SFIDUCIATI

Quante volte capita di essere sfiduciati di fronte ad una diagnosi ?
Quante volte ti è successo ? Ti è mai capitato di sottoporre lo stesso problema a diversi medici e sentirti dare pareri differenti?

Parto da un caso che mi è capitato giorni fa per svelarti il perché.
Alcuni giorni or sono ho visitato un nuovo paziente che dopo i saluti convenevoli alla mia domanda su quale fosse il motivo che lo ha portato a farsi visitare da me ha risposto: “Ho la parodontite, voglio togliere tutti i denti e mettere degli impianti!”

Li per li sono rimasto sorpreso, sia per la diagnosi che per la soluzione che il paziente prospettava.
Io, come Odontoiatra mi sono sempre posto l’obiettivo di salvare la dentatura naturale il più a lungo possibile e di fronte ad una richiesta simile il mio primo obiettivo è stato capire perché il paziente voleva togliere tutto e come fosse giunto a quella conclusione.

Una possibile ragione è che oggi come oggi la mole di informazioni che circola su Internet porta alcuni pazienti ad essere informati ed altri ad essere disinformati oppure a farsi un’idea incompleta dei problemi e delle soluzioni.

Il colloquio mi ha permesso di capire questo paziente fosse convinto che una scelta così radicale potesse risolvere il problema e di come non avesse idea di quali conseguenze un simile trattamento avesse.

Quello che è venuto a galla è che la persona in questione non era adeguatamente informata sulla sua malattia parodontale, su quale tipo fosse, cronica, aggressiva, localizzata o generalizzata e sulle reali possibilità di cura .

Ho subito chiesto che terapia avesse fatto e la risposta è stata sedute di igiene orale affiancate da alcune sedute di pulizia profonda. Non c’è stata alcuna programmazione di un trattamento specifico, adeguato all’importanza della situazione.

 

Risultato? Ci troviamo di fronte ad un paziente deluso (ho fatto le cure e non ho risolto), demotivato (ho provato di tutto ma non c’è nulla da fare) e arrabbiato per aver letteralmente speso dei quattrini senza avere risultati.

Il paziente così sconfortato, demoralizzato, va in primis rassicurato.
Tanti di voi si trovano in simili condizioni e hanno bisogno di essere ascoltati e rincuorati, e poi informati di come sia fondamentale fare la diagnosi corretta per poi impostare una cura adeguata e specifica per il proprio caso.

Alcune problematiche hanno necessità di approcci più specialistici, ecco perché sempre di più oggi ci sono figure in ogni settore specializzate; facciamo un esempio, se soffri di una grave aritmia cardiaca hai bisogno di un cardiologo più che del medico di base.

Tornando al paziente, cosa abbiamo fatto? Il primo obiettivo è stato ridargli fiducia informandolo bene su cosa è la malattia parodontale, su quale approccio e quale protocollo seguiamo in simili casi.
Abbiamo deciso di partire da una diagnosi approfondita, cui seguirà la cosiddetta terapia iniziale, per ridurre subito l’infiammazione, e poi terremo un monitoraggio continuo dell’andamento della malattia. Solo dopo questa parte, faremo un programma individuale e condiviso di cure.

Vincere la diffidenza e la delusione è la vera sfida!
Non sempre le persone sono disposte a ridare fiducia e ad affrontare un percorso che li porterà a stare meglio ma sarà un pò più lungo che parte sempre da una diagnosi accurata e approfondita.

Ma solo così potremo curare il vero problema e non solo l’effetto che ha esso ha prodotto.
Solo una attenzione ai suoi problemi permetterà di raggiungere la meta di conquistare la sua fiducia e solo a sul punto penseremo alla cura più adatta magari anche con degli impianti.
E’ questa la strada per creare una complicità odontoiatra-paziente, poiché solo un paziente complice e consapevole sarà disposto a percorrere assieme a noi la strada verso il risultato desiderato.

Se hai bisogno di un consiglio puoi scrivere a info@dottormodena.it oppure chiama lo 045 8303344

VOGLIO AVERE I DENTI BIANCHI: LO SBIANCAMENTO ROVINA I DENTI?

VOGLIO AVERE I DENTI BIANCHI: LO SBIANCAMENTO ROVINA I DENTI? Spesso mi viene posta questa domanda: lo sbiancamento fa male ai denti? Vorrei che fosse chiaro un concetto fondamentale: lo sbiancamento dentale eseguito presso lo studio dentistico da un professionista, igienista o dentista che sia, non fa male! Diversamente dal passato, quando venivano utilizzate sostanze altamente acide, al giorno d’oggi i metodi utilizzati sono altamente sicuri e i prodotti impiegati hanno pH neutro o basico. Potete fare molti più danni voi con intrugli casalinghi a base di bicarbonato, limone e aceto!

Parlando di sbiancamento è importante sottolineare che non esiste una metodica standard per tutti, bensì diverse sono le tipologie di approccio ed è importante valutare insieme al proprio clinico di fiducia quella più adatta ad ogni singolo caso. Quali sono i diversi metodi di sbiancamento? Il materiale che viene utilizzato è sempre lo stesso, il perossido (che può essere di idrogeno o di carbammide). Questo prodotto penetra all’interno delle microporosità dello smalto liberando ossigeno attivo che va ad eliminare le pigmentazioni attraverso una reazione chimica di ossidoriduzione. Ciò che cambia nei diversi metodi è la concentrazione di tale materiale e il tempo di applicazione dello stesso. 1) Sbiancamento professionale “in office” o “alla poltrona”: è previsto l’utilizzo di perossido in percentuali alte che possono variare dal 20 al 40% per un tempo di applicazione compreso tra i 30 e i 90 minuti. Possono essere usate lampade a led o laser per accelerare il processo. 2) Sbiancamento professionale domiciliare o “home bleaching”: in questo caso è previsto l’utilizzo di perossido in concentrazioni più basse tra il 10 e il 16% per periodi di tempo più prolungati, solitamente 10-14 giorni. In questo caso è prevista la realizzazione di mascherine su misura da indossare da 4 a 8 ore solitamente di notte. 3) Sbiancamento professionale combinato: prevede l’associazione delle due precedenti tecniche. Quali sono gli effetti indesiderati? 1) Sensibilità: è l’effetto collaterale più diffuso, ma assolutamente temporaneo e reversibile. Non si tratta della tipica sensibilità dentale, come quando si morde un ghiacciolo, bensì si percepiscono delle pulsazioni interne al dente, quasi delle “fitte”. Sono poco prevedibili, c’è chi le manifesta e chi no, ma in ogni caso sono controllabili con dei prodotti topici che contengano nitrato di potassio che solitamente vengono consigliate prima, dopo e durante il trattamento. 2) Irritazione tissutale: l’esposizione prolungata dei tessuti molli del cavo orale (es. gengive, lingua ecc.) all’agente sbiancante può provocare lesioni assolutamente transitorie dei tessuti stessi. 3) Xerostomia: capita soprattutto nel caso degli sbiancamenti “in office” in quanto durante queste sedute è necessario mantenere aperta la bocca per periodi di circa 45 minuti. Si tratta, anche in questo caso, di effetti transitori. Quale è la durata dello sbiancamento? Dipende. La durata è del tutto variabile e dipende da diversi fattori come: caratteristiche dei denti, metodo e percentuale di prodotto utilizzato, attenzione per l’igiene orale domiciliare, abuso di fumo o altre sostanze che macchiano. Concludo con una piccola riflessione personale, un piccolo messaggio di incoraggiamento per chi ancora nutre dubbi in merito a questo argomento: lo sbiancamento dentale non è un semplice trattamento estetico, ma è un potente mezzo che può arricchire e restituire il sorriso a tutti! Dott.ssa Giulia De Vita, Igienista.

 

SPAZZOLINO ELETTRICO VS SPAZZOLINO MANUALE, QUALE SCEGLIERE?

Oggi decido di rispondere a una delle domande più frequenti che i pazienti mi pongono: “E’ meglio lo spazzolino elettrico o quello manuale?”.

Rispondo a questa domanda partendo da quella che è l’evidenza scientifica. Le linee guida del Ministero della Salute (2015), recitano così: “Un adeguato spazzolamento manuale delle superfici dentali permette la rimozione del 78% della placca dentale. Tale dato non viene modificato dalla forza esercitata che, al contrario, se eccessiva, potrebbe determinare l’usura dei tessuti dentali per erosione e abrasione”. Le linee guida proseguono aggiungendo che: “L’utilizzo di uno spazzolino elettrico è raccomandabile.

Recenti metanalisi hanno evidenziato il vantaggio derivante dall’utilizzo di uno spazzolino elettrico rispetto ad uno manuale nella rimozione della placca batterica”.
Questo ci fa chiaramente capire che si, lo spazzolino elettrico è effettivamente più efficace rispetto allo spazzolino manuale nel mantenimento di una più corretta igiene orale. Basti infatti pensare che lo spazzolino elettrico ha una velocità di movimento che noi manualmente non riusciremo mai a raggiungere ed una costanza che con lo spazzolino manuale, per pigrizia o per fretta, spesso viene meno.

Con questo non sto dicendo che lo spazzolino manuale è il diavolo e quello elettrico è l’acqua santa, assolutamente no, il primo va solo utilizzato con molta più concentrazione pazienza.

Bisogna però considerare anche un altro fattore per rispondere in modo esaustivo a questa domanda: non siamo tutti uguali. Pur essendo una persona che ama i protocolli non credo nella standardizzazione, bensì nella personalizzazione. Ognuno di noi ha caratteristiche anatomiche e manuali diverse e non è detto che a tutti vada bene lo stesso tipo di spazzolino. Quello che dobbiamo capire è l’importanza dell’uso corretto e costante di questo presidio, elettrico o manuale che sia, e l’importanza di valutare insieme all’igienista o all’odontoiatra di fiducia quale sia il più idoneo nel nostro specifico caso ed approfondire insieme a loro le tecniche di utilizzo di questi presidi. Ricordatevi che prevenire è si meglio che curare, ma è anche meglio che pagare!

Dott.ssa Giulia De Vita, Igienista Dentale

DENTIFRICI SBIANCANTI FUNZIONANO DAVVERO?!

I dentifrici sbiancanti sarebbe meglio definirli “smacchianti” in quanto non agiscono chimicamente sulla dentina, la porzione interna che dona la reale colorazione al dente, bensì si limitano ad agire meccanicamente o tramite effetti ottici sullo smalto, la porzione più esterna.

Alcuni di questi dentifrici possono rimuovere le macchie superficiali causate da fumo o alimenti coloranti (caffè, tè, liquirizia ecc.) grazie all’azione meccanica di agenti abrasivi, ma nulla di paragonabile ai risultati di un trattamento sbiancante svolto dal dentista/igienista. Spesso questi agenti abrasivi sono molto aggressivi e possono causare danni allo smalto, usura e maggiore sensibilità dentale.

Vi siete mai domandati come mai la maggior parte dei dentifrici sbiancanti sono di colore blu?! Perché impiegano una speciale tecnologia basata su un ingrediente colorante ad effetto ottico immediato. L’ingrediente in questione è il Blue Covarine, un colorante che agisce depositandosi sulla superficie dei denti, cambiandone, per un lasso di tempo molto breve, l’aspetto esteriore e facendo sì che l’occhio umano percepisca l’effetto bianco brillante.

In conclusione se state usando dei dentifrici whitening per sbiancare il vostro sorriso non otterrete un effetto sbiancante, se invece li state usando per contrastare le macchie da caffè, tè ecc. allora siete sulla giusta strada! Attenzione però ad usare quelli meno abrasivi e ad alternarli a dentifrici contenenti calcio e fluoro. Chiedete sempre informazioni al vostro igienista/dentista prima di addentrarvi nel misterioso e affascinante mondo dei dentifrici sbiancanti!

Se davvero volete avere denti bianchi:

• sottoponetevi con regolarità alle sedute di igiene orale professionale • mantenete alto il vostro livello di igiene domiciliare
• chiedete informazioni al vostro igienista/dentista circa trattamenti di

sbancamento professionali da effettuare presso il vostro studio dentistico di fiducia.

Dott.ssa Giulia De Vita, Igienista Dentale

MOSTRAMI LA TUA LINGUA E TI DIRO’ COME STAI!

Sappiamo tutti che la lingua è un muscolo, ma non tutti forse sanno che può darci informazioni utili circa il nostro stato di salute. Non a caso, quando andiamo dal medico, una delle prime cose che ci chiede è di tirare fuori la lingua!

Nella cultura giapponese è considerata un sorta di mappa del corpo umano e semplicemente guardandola si può scoprire se si ha qualche problema di salute. Infatti, se notiamo la presenza di variazioni di forma o colore potrebbe esserci qualcosa che non va:

lingua rossa: segno di un’infiammazione
lingua pallida: stato di anemia e quindi bassi livelli di emoglobina
lingua bianca: presenza di un fungo, cattiva alimentazione, malattie infettive, abuso di collutori, leucoplachia
lingua nera: nei fumatori è legata al deposito di catrame
lingua a macchie: potrebbe essere indice di un’allergia.
lingua a carta geografica: presenza di zone eritematose circondate da un cercine biancastro; può essere legata a ipersensibilità ad alcuni cibi o altre sostanze ambientali,     oppure a diabete giovanile, psoriasi o semplice predisposizione genetica.
lingua fissurata: di origine probabilmente ereditaria.
lingua con impronte dei denti: stato di tensione o ansia.
lingua troppo liscia: può indicare disturbi intestinali.
lingua con afte ricorrenti: può indicare carenza di Vitamina B o ferro.
lingua ingrossata (macroglossia): malformazioni vascolari o amiloidosi.
lingua secca: disidratazione, problematiche renali, diabete, abuso di determinati tipi di farmaci, Sindrome di Sjogren ecc.

La lingua è una delle zone del cavo orale in cui si riscontra il maggior numero di batteri. A causa della sua struttura irregolare è facile che cibo, batteri e altri organismi rimangono adesi alla superficie e se non vengono rimossi iniziano a proliferare e a diffondersi in tutta la bocca causando anche problemi di alito cattivo.

E’ bene quindi ricordarsi si spazzolare accuratamente la lingua ogni volta che si lavano i denti (esistono diversi modi per detergere la lingua e se vi va un giorno possiamo approfondire l’argomento!)
Raccomandatevi che durante i controlli periodici dall’igienista/dentista non venga tralasciato l’esame della lingua, ma soprattutto ricordatevi che l’autoesame è altrettanto importante per intercettare eventuali problematiche.

Dottoressa Giulia De Vita, igienista dentale

ALITOSI, UN FASTIDIOSO PROBLEMA

L’alitosi è un problema che affligge metà della popolazione mondiale e nel 90% dei casi è legato a scarse o scorrette manovre di igiene orale. Nel restante 10% dei casi è un problema legato a patologie gastrointestinali o sistemiche.
Responsabili di questo fastidioso problema sono dei batteri che, in mancanza di ossigeno, sviluppano dei gas a base di zolfo che vengono rilasciati all’interno del cavo orale provocando il cosiddetto “alito pesante”.

  • Diverse sono le cause dell’alitosi:
    presenza di placca e tartaro
    presenza di carie
    gengivite o parodontite
    presenza di batteri sulla lingua
    assunzione di alcuni cibi (es. aglio e cipolla), fumo o alcool
    assunzione di farmaci che possono ridurre la produzione di saliva favorendo la proliferazione batterica
    ferite post chirurgia orale non guarite correttamente
    afte ricorrenti
    reflusso gastrico (compare spesso quando ci si sdraia o subito dopo mangiato)
    situazioni di stress durante le quali il flusso salivare diminuisce
    xerostomia (sindrome della bocca secca)

 

  • Quali sono le manovre per ovviare a questo fastidioso problema?
    rivolgersi al proprio igienista dentale o dentista per capirne le cause
    rispettare le corrette tecniche di igiene orale (spazzolino 2/3 volte al giorno almeno 30 minuti dopo i pasti + filo interdentale/scovolini 1 volta al giorno)
    spazzolare la lingua dopo aver lavato i denti
    rispettare una corretta alimentazione
    sottoporsi a costanti sedute di igiene orale dal proprio igienista/dentista

Una considerazione a parte va fatta per chi soffre della cosiddetta ALITOFOBIA, ossia la convinzione di soffrire di alitosi. Si tratta, in realtà, di una sintomatologia psicopatologica di tipo ansioso o depressivo e non di un vero e proprio problema di alito “cattivo”.

Dottoressa Giulia De Vita, igienista dentale